Il Covid ci ha insegnato l'importanza dell'investimento sulla sanità pubblica: prevenzione, medicina territoriale diffusa e domiciliarità

Quanti morti e quante sofferenze potevano essere evitati se negli anni non si fosse proceduto a tagli negli investimenti per la sanità?

Nella situazione di crisi sanitaria e economica che stiamo attraversando, credo importante riflettere sull'importanza di investire sulla nostra sanità pubblica e su un nuovo piano di organizzazione della salute. La pandemia ha reso visibile l'importanza non più trascurabile di una medicina territoriale diffusa. Anziché servizi in cui concentrare chi ha bisogno di cure, servizi che devono andare verso chi ha bisogno di cure: medicina scolastica, poliambulatori di territorio, superare la soluzione delle RSA per gli anziani e pensare ad opportunità alternative, poiché le RSA sono una istituzionalizzazione e quindi una separazione dal vissuto quotidiano.

La cura della pandemia richiama la convergenza più aspetti: cura delle regole, cura dell'educazione, cura di un'organizzazione di servizi che siano intessuti con la vita quotidiana delle persone.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha sottolineato l’importanza dell’assistenza domiciliare, dichiarando che “l’Italia deve diventare il Paese con il più alto investimento in assistenza domiciliare”.

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ETA 20, nuova mascherina etica e sostenibile

Sicurezza per la salute, riduzione dell'impatto dei rifiuti sull'ambiente e inclusione sociale. A Bologna, nasce ETA 20, nuova mascherina etica e sostenibile, certificata dall'Alma Mater.

Una piccola cooperativa sociale, Eta Beta, in collaborazione con Zero Waste Italy e con il supporto scientifico dell'Università di Bologna, produce una nuova mascherina con un involucro di stoffa, con cotone all'interno e tessuto tecnico all'esterno, dotata di un filtro sostituibile che la rende sicura.

Le mascherine monouso sono una minaccia ambientale: sono migliaia quelle rinvenute in mare e le mascherine Ffp2 e Ffp3 non sono riciclabili e, una volta buttate, finiscono negli inceneritori. Anche quando saremo tutti i vaccinati, le mascherine continueranno inoltre a essere utilizzate per la prevenzione. Dobbiamo quindi porci il problema, come politica e amministrazioni pubbliche, del destino delle mascherine chirurgiche. Le istituzioni pubbliche debbono intervenire sul recupero di questi materiali, per riciclare il materiale.

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Myanmar, strage di donne e bambini

In Myanmar, dopo il colpo di stato del 1 febbraio, i militari stanno stritolando il popolo birmano e lo stato di diritto. Con la strage di ieri, 114 persone uccise, il totale delle vittime è di almeno 423, comprese donne e bambini.

Mentre l'esercito celebra la Giornata delle forze armate, con una parata militare a cui hanno partecipato anche le delegazioni di Cina e Russia, il coraggioso popolo della Birmania continua a scendere in piazza, sfidano la repressione della giunta militare. Intanto, la leader della Birmania deposta dal colpo di Stato dei militari, Aung San Suu Kyi, è tuttora agli arresti in una località segreta.

I capi delle forze armate di 12 nazioni, tra cui l'Italia, hanno condannato la violenta repressione contro persone disarmate da parte delle forze armate birmane (Usa, Canada, Regno Unito, Germania, Italia, Grecia, Danimarca, Paesi Bassi, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda). Stati Uniti, UE e GB hanno condannato l'uccisione di civili disarmati, compresi i bambini.

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Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, 27 anni fa l'assassinio a Mogadiscio

Il 20 marzo 1994, a Mogadiscio, un commando uccideva l'inviata del Tg3 Ilaria Alpi e l’operatore Miran Hrovatin, che si trovavano in Somalia per documentare la guerra. A distanza di 27 anni, non si è ancora arrivati a conoscere la verità per la morte dei due giornalisti italiani in Somalia, a causa di depistaggi, complicità e omissioni.

Luciana Alpi, morta nel 2018, non hai mai smesso di lottare per la verità e la giustizia per la figlia. Grazie alla sua determinazione e al suo coraggio, la madre di Ilaria Alpi ha alzato il velo di ipocrisie e omissioni, comprese le conclusioni poco chiare delle due Commissioni parlamentari d’indagine.

Luciana si rese conto che la morte della figlia era legata al suo lavoro di giornalista, all’inchiesta che avrebbe potuto mettere in difficoltà il governo italiano e il mondo della nostra Cooperazione. Ilaria Alpi stava denunciando il traffico di armi e di rifiuti tossici tra la Somalia e l'Italia.

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Question Time, Covid e alunni disabili a scuola, oltre alla presenza è fondamentale l’inclusione

Question Time, scuola in presenza per i figli del persona sanitario Posta in arrivo
L'assessora Susanna Zaccaria, ha risposto alla domanda d'attualità del consigliere Francesco Errani (Partito Democratico) sull'inclusione a scuola degli alunni disabili durante la pandemia Covid-19.

La domanda del consigliere Errani:

"Gentile Assessora,
a situazione legata all'emergenza Covid-19 ha aumentato enormemente la trasformazione delle differenze in disuguaglianze. L'inclusione scolastica non può limitarsi all'abbattimento delle barriere architettoniche e agli insegnanti di sostegno: le conseguenze sulla didattica della pandemia stanno aumentando le disuguaglianze in relazione alle situazioni personali e sociali, confinando gli alunni disabili nelle classi di sostegno o in una relazione duale, e di conseguenza anch'essa escludente.

Credo che la proposta di una modalità didattica praticabile in sicurezza, una didattica per piccoli gruppi, offra una metodologia di insegnamento e apprendimento partecipativa e, quindi,meno addestrativa; una didattica inclusiva, in quanto richiede un apporto ed il conseguente riconoscimento del contributo di ciascuno; una didattica solidale, offrendo l'opportunità di scoprire che il gruppo può avanzare e realizzare dei risultati solo se ci si aiuta reciprocamente. Una didattica per gruppi di lavoro è un'esperienza che non limiterebbe la sua utilità ai bisogni dei bambini disabili, ma anche ai compagni non disabili, molto più della DAD o della scuola della trasmissione dei saperi. Una scuola in piccoli gruppi permetterebbe la ricerca e a partecipazione attiva.

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